Una lettera di un appassionato e sconfortato Giovine del Pd.
Carissimi ,
vorrei chiedervi, in un moto di sconforto, a che punto è arrivato il Pd.
Negli ultimi 2 mesi inchieste, arresti, azioni di dubbia eticità, guerre intestine, hanno trasformato
l’immagine del Partito Democratico nell’esatto opposto di quello che dovrebbe essere: un partito nuovo, basato sull’amore per la politica fatta con onestà, etica, preparazione e senso del bene comune.
Io mi chiamo David, ho 26 anni e una sincera passione per la politica, intesa come servizio al cittadino, capacità di risolvere i problemi e migliorare la società. Credo nella democrazia profondamente, in quanto unico sistema che bene o male permette e accetta il contributo di tutti.
Mi son sempre riconosciuto in un partito che fosse “post-novecentesco”, che fosse consono alla mia generazione a-ideologica, e quindi ho aspettato con pazienza e attesa più di 5 anni prima di veder nascere il Pd, in cui sono entrato ufficialmente il 21 Novembre attraverso le elezioni primarie dei Giovani Democratici, dove sono stato eletto nell’Assemblea Nazionale, per la circoscrizione di Parma e provincia. (Aggiungo che non faccio parte di nessuna corrente e che non sono telecomandato da chicchessia se non dalla mia coscienza).
Ero entusiasta e un po’ emozionato dopo tanta attesa, e perfino stupito del fatto che una persona senza esperienza di politica potesse entrare, alla faccia di chi considerava la politica un sistema chiuso.
Poi i fatti di questi ultimi giorni mi hanno non solo colpito, mi hanno fatto male, un male profondo.
Mi riferisco in particolar modo alla “questione morale”: ho sempre creduto che riguardasse le vecchie classi dirigenti, un modo di fare derivante da “tradizioni” obsolete. Purtroppo mi devo ricredere.
Riguardano tutti, noi giovani in primis. Ed è per questo che le scrivo, per denunciare quel che è accaduto il 21 Novembre nelle elezioni primarie del Pd.
Trovo infatti grave che il Pd possa permettere che la sua giovanile nasca con il “peccato capitale”: quello dei brogli. Non singoli, ma diffusi e generalizzati. Non “compagni che sbagliano”, ma una parte di giovani che, evidentemente, sono cresciuti all’ombra di quelle tradizioni e che le hanno assimilate per bene, in nome di una metodologia politica fatta di autoreferenzialità, favoritismi, correnti.
Una politica concepita come una scatola chiusa con i lati interni fatti di specchi che si riflettono all’infinito senza MAI cogliere la realtà esterna.
Perchè dico questo? Perchè sono allibito dai numeri, da come ci si sta comportando, dal fatto che noi nuove leve non andremo da nessuna parte, non aiuteremo nessuno se iniziamo dal primo giorno a scimmiottare i “rass” che sono adesso in molti posti dirigenziali del Pd.
Il primo dato anomalo: dopo qualche giorno esce il numero di votanti, 121.623. Ebbene, questi voti sono però semplicemente la somma dei voti dei candidati al nazionale. Dove sono finite le schede bianche? E quelle nulle? Anche solo per correttezza, perchè non sono stati resi noti?.
Secondo dato anomalo: perchè -a distanza di un mese- non sono stati resi noti i dati ufficiali? Cosa sta accadendo?
Terzo dato anomalo: incuriosito da queste stranezze, ho fatto una ricerca attraverso i tanti siti internet dei giovani democratici, scoprendo risultati imabrazzanti.
Ad esempio: in tutta l’Emilia Romagna i votanti sono stati 4886 (compresi di schede nulle e bianche), in Lombardia 1913, in Toscana quasi 8000.
Risultati tutto sommato sensati, rispetto alla situazione attuale, e al fatto che Emilia e Toscana sono le regioni storicamente più vicine al Pd,così come in Lombardia dove il partito non è radicato in egual modo.
Purtroppo però in alcune regioni, dove il Pd è assai meno fortse si hanno risultati straordinari: tanto per citare esempi lampanti, nella sola città di Bari hanno votato 7.442 giovani. Più o meno quanto Emilia e Lombardia messe insieme. In Basilicata, 10.490: 7.000 a Potenza, circa 3.500 a Matera. In Sicilia: in totale si parla di più di 16.000 votanti, quasi 6.000 a Catania,( a Palermo invece s’è votato soltanto i candidati segretario, il motivo è facile immaginarlo). In Calabria dimissioni in massa degli eletti e dei non-eletti (onore all’onestà) per la puzza di brogli.
Sono dati intollerabili, non tanto perchè presi così sembrerebbe che il Pd al Nord sia afflitto da una grave crisi di partecipazione (in Emilia? in Toscana???) quanto perchè non si capisce cosa sia successo in Puglia, Calabria o Sicilia dove il Pd le prenda sempre di santa ragione piuttosto che vincere a mani basse.
Forse qualcuno pensa che i numeri siano sempre buoni, essendo i brogli difficilmente dimostrabili, ed abbiano lo stesso valore di tutti gli altri, secondo la legge che vince il più furbo.
Ma non hanno fatto i conti con la realtà: e allora quei numeri si smentiscono da soli, non sono in nessun caso il frutto di un “rinascimento” giovanile del Sud. E rimane il “peccato originale” di queste primarie: l’essere state organizzate male, senza controllo, senza la volontà di dare un primo e forte segno di discontinuità con i partiti e la politica vecchia.
Io ci credo ancora, nonostante tutto, al Pd.
Ci credo con tutto me stesso, per l’esigenza che ha l’Italia di un partito forte di centrosinistra fondato su dei valori ben precisi.
E proprio per questo Le scrivo, perchè voglio denunciare questa situazione, perchè voglio far vedere al mio partito che la questione morale c’è, ed è diffusa, non limitata ai singoli casi, e perchè non voglio -e non farò mai- i conti con le eventuali convenienze politiche derivanti del “far finta di nulla” rispetto all’amore per la verità e dell’onestà.
Aprano gli occhi sul Pd, e si rendano conto che è cresciuta e sta crescendo in alcune situazioni (al Nord come al Sud) una classe dirigente ambigua che mina dal profondo tutto il partito e la sua credibilità.
Carissimi, vi prego di ascoltare la mia voce (ma come me quella di tanti altri ragazzi come me) e di darci qualche parola di incoraggiamento per non credere che siamo totalmente soli a credere ancora che si possa fare una Politica con la P maiuscola.
Con riconoscenza,
David
