29 1 / 2009

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Se oggi incontrassi me stesso all’età di  sedici anni, con tutta quella sciocca boria, con la sindrome del “giovane è bello” (con la quale sono cresciuti quelli della mia generazione), con la convinzione di avere capito tutto, di essere immortale e unico, gli direi : “togliti quel sorriso ebete dalla faccia moccioso, abbassa gli occhi davanti a me e portami rispetto. Ma soprattutto sappi che non cambierei mai i miei 45 anni con i tuoi 16.”

ah ! poi naturalmente  attaccherei con il monologo del replicante di  Blade Runner Rick

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